Salve a tutti,
come state? L'estate vi ha giovato?
Oggi vi racconto di una passeggiata che abbiamo fatto in compagnia di alcuni nostri amici, una bella giornata d'estate.
Siamo andati a Vertova ed abbiamo camminato seguendo il corso del fiume, fino a stancarci, poi abbiamo fatto ritorno sui nostri passi e un bel pic nic insieme.
L'acqua era bellissima, limpida e pulita, fresca e abbondante. Uno spettacolo rigenerante!
Fra i bambini c'è stata una bella atmosfera, c'erano anche due cani, e tutti hanno giocato e passeggiato insieme.
Ad un cero punto abbiamo trovato questa grotta, che è presto diventata la scenografia di giochi preistorici, di cacce ai mammut e di uomini primitivi.
Visto che le nostre passeggiate settimanali di felici nel bosco sono in pausa estiva, l'occasione è stata graditissima! Il posto meraviglioso e la compagnia speciale.
Forse ci torneremo ancora, visto che non è distante da casa nostra, ma ci sono anche altri posti da scoprire...
Alla prossima!
mercoledì 31 agosto 2016
mercoledì 24 agosto 2016
L'essenza del divertimento
Salve a tutti,
oggi vi voglio parlare di un altro significato che diamo all'homeschooling. Per noi studiare a casa significa potersi divertire.
Utilizziamo ad oggi il piacere come fonte per intraprendere delle ricerche. Ovvero, facciamo quello che più ci piace, detto in parole povere. È stato dimostrato da alcuni studi che si apprende meglio l'argomento che ci stuzzica. Il risultato di questo apprendimento dura anche di più nel tempo, non è il classico studio mnemonico per la verifica, che poi va dimenticato in poco tempo.
Per quanto riguarda i miei bambini, che sono ancora piccoli, devo dire che il gioco stesso è la loro fonte di apprendimento. Per gli anni a venire vorremmo mantenere questa leggerezza data dal gioco, ed evitare di prendere lo studio con troppa serietà e pesantezza.
Questo non vuol dire che non sappiamo essere seri nella vita, anzi, io sono una persona molto seria e conosco bene l'importanza della serietà, ovvero della coerenza.
Alla prossima!
oggi vi voglio parlare di un altro significato che diamo all'homeschooling. Per noi studiare a casa significa potersi divertire.
Utilizziamo ad oggi il piacere come fonte per intraprendere delle ricerche. Ovvero, facciamo quello che più ci piace, detto in parole povere. È stato dimostrato da alcuni studi che si apprende meglio l'argomento che ci stuzzica. Il risultato di questo apprendimento dura anche di più nel tempo, non è il classico studio mnemonico per la verifica, che poi va dimenticato in poco tempo.
Per quanto riguarda i miei bambini, che sono ancora piccoli, devo dire che il gioco stesso è la loro fonte di apprendimento. Per gli anni a venire vorremmo mantenere questa leggerezza data dal gioco, ed evitare di prendere lo studio con troppa serietà e pesantezza.
Questo non vuol dire che non sappiamo essere seri nella vita, anzi, io sono una persona molto seria e conosco bene l'importanza della serietà, ovvero della coerenza.
Alla prossima!
mercoledì 17 agosto 2016
La gita alla cascina del riso
Salve a tutti,
con questo racconto dal passato stiamo andando quasi in pari. Vi farò un breve resoconto di una bella gita che abbiamo fatto un paio di anni fa.
Siamo andati a visitare una cascina dove vengono prodotti principalmente cereali e legumi, che noi poi acquistiamo tramite il nostro Gas. La giornata era rivolta al pubblico in generale, è una cosa che viene fatta ogni anno, e cerano tante persone provenienti da molte zone diverse. Per noi è stata una giornata insolita e piacevole.
Quale giocattolo se non un trattore, nella fattoria?
Una breve visita per vedere i trattori veri, parcheggiati nei capannoni.
Mentre i produttori ci parlavano della coltivazione del riso, stavamo tutti accanto a questa montagna di riso.
Prima i bambini hanno fatto dei timidi "incontri" con questa granaglia.
Poi hanno iniziato a sdraiarcisi sopra.
Per poi passare il resto del tempo a scalare quella montagna e giocarci a più non posso!
Che divertimento!!
Ad ognuno il suo passatempo.
I produttori ci hanno fatto vedere il laboratorio, dove viene pulito il cereale e insacchettato, raccontandoci diversi aneddoti. Poi hanno offerto a tutti un bel piatto di riso ed il resto della giornata è trascorsa in piacevoli chiacchiere ed il viaggio di ritorno.
Oltre ad essere stata una giornata gradevole, è stata un'esperienza utile e significativa, vedere le persone che coltivano il nostro cibo, parlare con loro, sentire le loro storie e i loro consigli, vedere i loro spazi e respirare la loro stessa aria.
Voi avete mai fatto esperienze simili?
Alla prossima!
con questo racconto dal passato stiamo andando quasi in pari. Vi farò un breve resoconto di una bella gita che abbiamo fatto un paio di anni fa.
Siamo andati a visitare una cascina dove vengono prodotti principalmente cereali e legumi, che noi poi acquistiamo tramite il nostro Gas. La giornata era rivolta al pubblico in generale, è una cosa che viene fatta ogni anno, e cerano tante persone provenienti da molte zone diverse. Per noi è stata una giornata insolita e piacevole.
Quale giocattolo se non un trattore, nella fattoria?
Una breve visita per vedere i trattori veri, parcheggiati nei capannoni.
Mentre i produttori ci parlavano della coltivazione del riso, stavamo tutti accanto a questa montagna di riso.
Prima i bambini hanno fatto dei timidi "incontri" con questa granaglia.
Poi hanno iniziato a sdraiarcisi sopra.
Per poi passare il resto del tempo a scalare quella montagna e giocarci a più non posso!
Che divertimento!!
Ad ognuno il suo passatempo.
I produttori ci hanno fatto vedere il laboratorio, dove viene pulito il cereale e insacchettato, raccontandoci diversi aneddoti. Poi hanno offerto a tutti un bel piatto di riso ed il resto della giornata è trascorsa in piacevoli chiacchiere ed il viaggio di ritorno.
Oltre ad essere stata una giornata gradevole, è stata un'esperienza utile e significativa, vedere le persone che coltivano il nostro cibo, parlare con loro, sentire le loro storie e i loro consigli, vedere i loro spazi e respirare la loro stessa aria.
Voi avete mai fatto esperienze simili?
Alla prossima!
Argomenti:
conoscenze base,
gite speciali,
mestieri,
socialità
mercoledì 10 agosto 2016
L'orto vivace
Ciao a tutti,
eccoci di nuovo qui. Questa volta abbiamo una novità, un progetto nuovo all'inizio, una cosa che ci fa tanto emozionare e sperare. Un pezzo di terra!!
Ammetto che è la mia prima volta, perché non ho mai fatto niente più di un orto sul balcone, nei vasi. Ed essendo che lavorare con i piccoli vasi, a un passo esatto dalla cucina, è assai comodo, ero un po' restia all'idea di allargarmi all'orto in campo aperto. Ma un bel giorno un amico del Gas ci ha informato di un bando di concorso stanziato dal Comune, in cui si offrivano dei lotti di terra da adibire ad orti, per tutte le fasce d'età (non solo per i pensionati!). Così mi sono lanciata in questa esperienza facendo domanda e iniziando a progettare minuziosamente il pezzetto di terra che intanto sognavo ed iniziavo a desiderare ardentemente. E così un altro bel giorno abbiamo ricevuto la bella notizia che il comune aveva accolto tutte le domande fatte dalla gente del paese e che il progetto stava per iniziare... che trepidazione! È difficile da descrivere...
Questo è il momento in cui siamo entrati per la prima volta nell'orto, con alcune cose portate da casa, come del compost di due tipi diversi, una zappa, delle forbici e un bel progetto su carta nella mia borsa. I miei figli hanno subito iniziato a raccogliere dei fiorellini dal prato.
Questa è la zona che è stata adibita agli orti, divisa in dodici appezzamenti da circa 30 metri quadrati ciascuno. Ci è stata consegnata così, arata da un addetto del comune.
La prima mattina siamo stati impegnati a dividere il nostro pezzo in più parti: una parte per la nonna che come noi vuole provare a fare l'orto in piena terra (anche lei fa già l'orto sul balcone); il resto in otto parti, che saranno le nostre aiuole per l'avvicendamento delle colture. I bambini mi hanno aiutato a cercare nella terra dei grandi sassi, che abbiamo poi usato per tracciare delle linee di divisione dei vari spazi del nostro orto.
Ecco la fine della prima mattina di lavoro: ho lasciato il compost sulla terra, l'indomani lo zappetterò nella terra, siamo quasi pronti per le prime semine!
Considero questa un'ottima esperienza che sta iniziando, molto promettente per tutta la famiglia. Non solo avremo (se Dio vuole) delle verdure da portare a casa e mangiare, ma avremo una bella e tranquilla attività da seguire con calma, un po' per volta durante tutto l'anno. Visto che a ottobre, se tutto va bene, dovrebbe nascere il nostro terzo figlio, per quest'anno abbiamo deciso di non mandare i figli a corsi propedeutici e simili, perché avremo bisogno di tanto tempo e pazienza per scoprire i nuovi ritmi della famiglia a cinque. Così questo orto sarà la nostra attività speciale.
Anche voi avete dei nuovi progetti in corso?
Alla prossima!
eccoci di nuovo qui. Questa volta abbiamo una novità, un progetto nuovo all'inizio, una cosa che ci fa tanto emozionare e sperare. Un pezzo di terra!!
Ammetto che è la mia prima volta, perché non ho mai fatto niente più di un orto sul balcone, nei vasi. Ed essendo che lavorare con i piccoli vasi, a un passo esatto dalla cucina, è assai comodo, ero un po' restia all'idea di allargarmi all'orto in campo aperto. Ma un bel giorno un amico del Gas ci ha informato di un bando di concorso stanziato dal Comune, in cui si offrivano dei lotti di terra da adibire ad orti, per tutte le fasce d'età (non solo per i pensionati!). Così mi sono lanciata in questa esperienza facendo domanda e iniziando a progettare minuziosamente il pezzetto di terra che intanto sognavo ed iniziavo a desiderare ardentemente. E così un altro bel giorno abbiamo ricevuto la bella notizia che il comune aveva accolto tutte le domande fatte dalla gente del paese e che il progetto stava per iniziare... che trepidazione! È difficile da descrivere...
Questo è il momento in cui siamo entrati per la prima volta nell'orto, con alcune cose portate da casa, come del compost di due tipi diversi, una zappa, delle forbici e un bel progetto su carta nella mia borsa. I miei figli hanno subito iniziato a raccogliere dei fiorellini dal prato.
Questa è la zona che è stata adibita agli orti, divisa in dodici appezzamenti da circa 30 metri quadrati ciascuno. Ci è stata consegnata così, arata da un addetto del comune.
La prima mattina siamo stati impegnati a dividere il nostro pezzo in più parti: una parte per la nonna che come noi vuole provare a fare l'orto in piena terra (anche lei fa già l'orto sul balcone); il resto in otto parti, che saranno le nostre aiuole per l'avvicendamento delle colture. I bambini mi hanno aiutato a cercare nella terra dei grandi sassi, che abbiamo poi usato per tracciare delle linee di divisione dei vari spazi del nostro orto.
Ecco la fine della prima mattina di lavoro: ho lasciato il compost sulla terra, l'indomani lo zappetterò nella terra, siamo quasi pronti per le prime semine!
Considero questa un'ottima esperienza che sta iniziando, molto promettente per tutta la famiglia. Non solo avremo (se Dio vuole) delle verdure da portare a casa e mangiare, ma avremo una bella e tranquilla attività da seguire con calma, un po' per volta durante tutto l'anno. Visto che a ottobre, se tutto va bene, dovrebbe nascere il nostro terzo figlio, per quest'anno abbiamo deciso di non mandare i figli a corsi propedeutici e simili, perché avremo bisogno di tanto tempo e pazienza per scoprire i nuovi ritmi della famiglia a cinque. Così questo orto sarà la nostra attività speciale.
Anche voi avete dei nuovi progetti in corso?
Alla prossima!
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conoscenze base,
cucina,
mestieri,
orto,
socialità
mercoledì 3 agosto 2016
I laboratori di cucito
Bentornati, a chiunque mi legga.
Oggi vi racconto di una bella esperienza che abbiamo portato avanti per 8 mesi durante quest'ultimo anno: il corso di cucito.
Come forse avrete capito dall'altro mio blog che scrivo, mi occupo anche di sartoria ed ho avuto più volte il piacere di organizzare dei corsi di cucito. Quest'anno mi è stato chiesto di farne uno su misura per i bambini homeschoolers di Bergamo e così è stato! Più che un corso con varie puntate ho pensato fosse meglio fare una serie di laboratori ad ingresso libero, ovvero senza il bisogno di seguirli tutti, con la possibilità di partecipare anche una volta sola o tutte le volte che si preferisce. Con i vari impegni che tutti abbiamo, con le varie malattie e i vari imprevisti che arrivano col tempo, è stata la scelta migliore.
Abbiamo anche deciso di fare il corso a casa nostra, per evitare di dover pagare troppo l'affitto di una sala apposita, che, vista la possibilità di avere a volte pochi bambini al corso, sarebbe anche stata non necessaria. Questo ci ha dato anche la possibilità di dedicare la prima parte di ogni incontro al lavoro e la seconda parte al gioco libero. E a mio figlio minore di anni 2 e mezzo al tempo, di svagarsi e rilassarsi come meglio voleva, mentre aspettava che finissimo di cucire.
Abbiamo fatto tantissimi lavori: qualcosa a mano e qualcosa a macchina.
Piccoli ricami, applicazioni, disegni con bottoni. Sacchetti di diversi tipi, sottobicchieri, festoni. Fasce per i capelli, ciabatte, pantaloni, canottiere e cappelli. Sacchetti profumati con lavanda, travestimenti di carnevale, parrucche, decorazioni e portafortuna. Abbiamo lavorato tantissimo!
Quello che mi ha davvero colpito è stato l'interesse e la concentrazione di cui i nostri piccoli homeschoolers sono stati capaci. Le tecniche mostrate sono state apprese e a volte anche modificate a seconda della necessità. Mio figlio si ricordava bene i nomi dei vari punti di cucitura da eseguire... e questo, permettetemelo, per una mamma sarta è una grande soddisfazione!
Siamo stati tutti felici, contenti e appagati, spero che un giorno potremo rifare qualcosa di simile! Per ora non so quando, e intanto non mi voglio dimenticare della bella esperienza.
Alla prossima!
Oggi vi racconto di una bella esperienza che abbiamo portato avanti per 8 mesi durante quest'ultimo anno: il corso di cucito.
Come forse avrete capito dall'altro mio blog che scrivo, mi occupo anche di sartoria ed ho avuto più volte il piacere di organizzare dei corsi di cucito. Quest'anno mi è stato chiesto di farne uno su misura per i bambini homeschoolers di Bergamo e così è stato! Più che un corso con varie puntate ho pensato fosse meglio fare una serie di laboratori ad ingresso libero, ovvero senza il bisogno di seguirli tutti, con la possibilità di partecipare anche una volta sola o tutte le volte che si preferisce. Con i vari impegni che tutti abbiamo, con le varie malattie e i vari imprevisti che arrivano col tempo, è stata la scelta migliore.
Abbiamo anche deciso di fare il corso a casa nostra, per evitare di dover pagare troppo l'affitto di una sala apposita, che, vista la possibilità di avere a volte pochi bambini al corso, sarebbe anche stata non necessaria. Questo ci ha dato anche la possibilità di dedicare la prima parte di ogni incontro al lavoro e la seconda parte al gioco libero. E a mio figlio minore di anni 2 e mezzo al tempo, di svagarsi e rilassarsi come meglio voleva, mentre aspettava che finissimo di cucire.
Abbiamo fatto tantissimi lavori: qualcosa a mano e qualcosa a macchina.
Piccoli ricami, applicazioni, disegni con bottoni. Sacchetti di diversi tipi, sottobicchieri, festoni. Fasce per i capelli, ciabatte, pantaloni, canottiere e cappelli. Sacchetti profumati con lavanda, travestimenti di carnevale, parrucche, decorazioni e portafortuna. Abbiamo lavorato tantissimo!
Quello che mi ha davvero colpito è stato l'interesse e la concentrazione di cui i nostri piccoli homeschoolers sono stati capaci. Le tecniche mostrate sono state apprese e a volte anche modificate a seconda della necessità. Mio figlio si ricordava bene i nomi dei vari punti di cucitura da eseguire... e questo, permettetemelo, per una mamma sarta è una grande soddisfazione!
Siamo stati tutti felici, contenti e appagati, spero che un giorno potremo rifare qualcosa di simile! Per ora non so quando, e intanto non mi voglio dimenticare della bella esperienza.
Alla prossima!
mercoledì 27 luglio 2016
Le gite agli acquari
Buongiorno a tutti,
eccoci qui questa volta con un altro tuffo nel passato! Andiamo a tuffarci in vasca con i pesci?
Vi voglio raccontare di alcune gite che abbiamo fatto negli anni passati, le gite agli acquari di tre diverse città, che ancora i bambini ricordano con piacere e che magari continueremo ancora in futuro (possibilmente in altre città). In realtà questo tipo di posti non corrisponde realmente a quello che piace a noi, ovvero siamo un po' contrari all'esistenza di queste prigioni di reclusione per animali, ma d'altronde, visto che ai bambini fanno piacere e visto che comunque sono interessanti, ogni tanto possiamo sgarrare ed andarci e goderceli.
Il primo acquario che abbiamo visitato è stato quello di Milano, nell'inverno 2014. Ci siamo andati in gita con tutti i nonni e gli zii, una bellissima giornata! Non bisogna pagare l'ingresso e l'edificio è vicinissimo ad un bel parco pubblico (dove abbiamo fatto poi un pic nic). Vale davvero la pena, anche se in realtà è un po' piccolino, ma per noi è stato gustosissimo!
Bellissima la vasca "tunnel" sotto cui si può stare, è molto ad effetto.
Splendide le medusine (davvero piccoline) che roteano in questa vaschetta all'infinito...
Simpatici i pesci colorati delle acque tropicali!
Il secondo acquario che abbiamo visitato è stato quello di Genova, nell'estate 2014. Ci siamo passati mentre viaggiavamo verso il mare, avevamo pianificato una tappa lì perché è un acquario molto famoso. Io ho trovato che non ci fossero tante vasche (credevo fosse più grande), ma quelle che ci sono sono molto grandi e belle e si possono vedere su due livelli diversi (dal basso si vede il sott'acqua e dall'alto si vede il pelo dell'acqua).
Siamo stati fortunati ed abbiamo visto un veterinario che visitava le foche, mentre loro giocherellavano di qua e di là.
Il terzo acquario che abbiamo visitato è stato quello di Barcellona, nell'estate 2015. Nella nostra vacanza in Spagna, abbiamo pianificato una visita all'acquario per continuare il nostro tour. Siamo stati anche qui un po' delusi, perché il luogo era stato tanto decantato e ci eravamo immaginati un super acquario. In realtà non era male, ci sono tante vasche piccole e poi una vasca molto grossa ed altre di medie dimensioni.
Prima di entrare siamo stati fortunati ed abbiamo trovato nel porto questa formidabile imbarcazione.
A me hanno colpito questi cavallucci marini tutti ammucchiati ed aggrovigliati!
Qui siamo sul tapis roulant che ti porta tutt'intorno alla grande vasca piena di diversi tipi di pesci.
Al piano di sopra abbiamo trovato una bellissima sorpresa! Un sottomarino giocattolo in grandi dimensioni, pieno di manopole, tasti, luci e schermi da toccare e smanettare per grandi e piccini! (al papà è piaciuto moltissimo!!)
E una dolcissima tartaruga gigante da cavalcare con la fantasia!
Insomma, visitare un acquario credo sia un modo piacevole di trascorrere una giornata speciale, un luogo adatto ad una gita particolare, in cui immergersi nel vero e proprio senso della parola (da dietro un vetro) tra le profondità più disparate delle acque di questo mondo.
A voi piacciono gli acquari?
Vi piacciono gli animali d'acqua?
Alla prossima!
eccoci qui questa volta con un altro tuffo nel passato! Andiamo a tuffarci in vasca con i pesci?
Vi voglio raccontare di alcune gite che abbiamo fatto negli anni passati, le gite agli acquari di tre diverse città, che ancora i bambini ricordano con piacere e che magari continueremo ancora in futuro (possibilmente in altre città). In realtà questo tipo di posti non corrisponde realmente a quello che piace a noi, ovvero siamo un po' contrari all'esistenza di queste prigioni di reclusione per animali, ma d'altronde, visto che ai bambini fanno piacere e visto che comunque sono interessanti, ogni tanto possiamo sgarrare ed andarci e goderceli.
Il primo acquario che abbiamo visitato è stato quello di Milano, nell'inverno 2014. Ci siamo andati in gita con tutti i nonni e gli zii, una bellissima giornata! Non bisogna pagare l'ingresso e l'edificio è vicinissimo ad un bel parco pubblico (dove abbiamo fatto poi un pic nic). Vale davvero la pena, anche se in realtà è un po' piccolino, ma per noi è stato gustosissimo!
Bellissima la vasca "tunnel" sotto cui si può stare, è molto ad effetto.
Splendide le medusine (davvero piccoline) che roteano in questa vaschetta all'infinito...
Simpatici i pesci colorati delle acque tropicali!
Il secondo acquario che abbiamo visitato è stato quello di Genova, nell'estate 2014. Ci siamo passati mentre viaggiavamo verso il mare, avevamo pianificato una tappa lì perché è un acquario molto famoso. Io ho trovato che non ci fossero tante vasche (credevo fosse più grande), ma quelle che ci sono sono molto grandi e belle e si possono vedere su due livelli diversi (dal basso si vede il sott'acqua e dall'alto si vede il pelo dell'acqua).
Siamo stati fortunati ed abbiamo visto un veterinario che visitava le foche, mentre loro giocherellavano di qua e di là.
Il terzo acquario che abbiamo visitato è stato quello di Barcellona, nell'estate 2015. Nella nostra vacanza in Spagna, abbiamo pianificato una visita all'acquario per continuare il nostro tour. Siamo stati anche qui un po' delusi, perché il luogo era stato tanto decantato e ci eravamo immaginati un super acquario. In realtà non era male, ci sono tante vasche piccole e poi una vasca molto grossa ed altre di medie dimensioni.
Prima di entrare siamo stati fortunati ed abbiamo trovato nel porto questa formidabile imbarcazione.
A me hanno colpito questi cavallucci marini tutti ammucchiati ed aggrovigliati!
Qui siamo sul tapis roulant che ti porta tutt'intorno alla grande vasca piena di diversi tipi di pesci.
Al piano di sopra abbiamo trovato una bellissima sorpresa! Un sottomarino giocattolo in grandi dimensioni, pieno di manopole, tasti, luci e schermi da toccare e smanettare per grandi e piccini! (al papà è piaciuto moltissimo!!)
E una dolcissima tartaruga gigante da cavalcare con la fantasia!
Insomma, visitare un acquario credo sia un modo piacevole di trascorrere una giornata speciale, un luogo adatto ad una gita particolare, in cui immergersi nel vero e proprio senso della parola (da dietro un vetro) tra le profondità più disparate delle acque di questo mondo.
A voi piacciono gli acquari?
Vi piacciono gli animali d'acqua?
Alla prossima!
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gite speciali,
scienze
mercoledì 20 luglio 2016
Qui si impara a leggere
Buondì a tutti,
fra le tante cose che succedono, qui si impara a leggere e non è roba da poco! Beniamino ha 5 anni e mezzo e sa leggere piuttosto bene! Sono meravigliata e senza parole. Ma ognuno ha i suoi tempi e me ne faccio una ragione, anche perché vedo che il fratellino Teodoro invece sta seguendo un altro percorso e probabilmente ci metterà più tempo.
La cosa principale è senza dubbio amare la lettura e leggere ai propri figli, questo lo dicono tutti. Dobbiamo essere da esempio, perché i nostri figli imparano da noi. Che bello è quando qualcuno legge ad alta voce e gli altri ascoltano. A volte lo facciamo anche tra adulti, è davvero piacevole.
Un'altra cosa importante è attorniarsi di buoni libri. Senza il materiale non si fa niente. Molte volte quando andiamo in biblioteca cerco dei bei libri nel settore ragazzi per Beniamino, qualcosa di interessante, sugli argomenti che piacciono a lui. Qui ad esempio ho preso un libro di geografia sull'Europa, visto che ci preparavamo per una vacanza in Spagna.
I miei figli amano anche guardare i libri per i fatti loro, si esercitano e li ripassano, alcuni vengono ripetuti a memoria, altri inventati o rivisitati. Ma molte altre cose sono interessanti, come una mappa dello zoo oppure i cartelli stradali (tanto amati da mio figlio).
Come è bello poter giocare con le lettere e i numeri! Se le cose sono fatte con piacere restano più impresse.
La prima cosa che il caro Beniamino leggeva era il cartone del latte di riso in tavola. È nel quotidiano che incontriamo la lettura, non solo nella letteratura!
Questi progressi sono stati naturali, voluti da Beniamino soltanto, non affatto forzati, ma semmai sostenuti nei momenti di necessità.
All'inizio è stato utile saper riconoscere le singole lettere e su questo abbiamo lavorato tutti insieme, leggendo dei libretti con l'alfabeto e facendo alcuni giochi sulle singole lettere. Ma non c'era nessuna intenzione nascosta o forzatura, ci è solo successo di fare quelle cose e Beniamino le ha apprezzate. Poi ci siamo accorti che leggeva delle parole qui e là. Dopo poco ha iniziato a leggere delle frasi ed ora legge dei piccoli libretti, soprattutto se in stampatello maiuscolo e con testi brevi. Se vede una pagina piena di parole si scoraggia e non ci prova nemmeno, ma non lo biasimo affatto! Io ancora oggi se vedo un testo molto lungo non vengo certo presa dalla voglia di leggerlo tutto!
L'aiuto che gli diamo è che ogni tanto lo correggiamo se fa errori, anzi, gli chiediamo di stare più attento e lo incoraggiamo a correggersi da solo. Mi ricordo che un giorno gli ho spiegato qualcosa sulla punteggiatura e la lettura con espressività. Un'altra volta abbiamo fatto dei giochi con le parole e con le doppie, visto che ancora non ci fa molto caso, volevo aiutarlo a notare la cosa.
Tutto questo per ora in italiano, per quanto riguarda l'inglese Beniamino non se la sente ancora molto, ma qualcosa riesce a leggere.
Siamo davvero stupiti e meravigliati della sua abilità, nata proprio dal suo interesse personale, dal suo amore per la lettura. Da qualche tempo abbiamo anche iniziato a leggere insieme delle storie un po' più impegnative, a capitoli, con poche immagini, e ne traiamo tutti molto gusto! Abbiamo letto Winnie the Pooh (in inglese), Robin Hood, Pinocchio (in italiano) ed ora stiamo leggendo Le avventure di Jim Bottone. Niente male!
Alla prossima!
fra le tante cose che succedono, qui si impara a leggere e non è roba da poco! Beniamino ha 5 anni e mezzo e sa leggere piuttosto bene! Sono meravigliata e senza parole. Ma ognuno ha i suoi tempi e me ne faccio una ragione, anche perché vedo che il fratellino Teodoro invece sta seguendo un altro percorso e probabilmente ci metterà più tempo.
La cosa principale è senza dubbio amare la lettura e leggere ai propri figli, questo lo dicono tutti. Dobbiamo essere da esempio, perché i nostri figli imparano da noi. Che bello è quando qualcuno legge ad alta voce e gli altri ascoltano. A volte lo facciamo anche tra adulti, è davvero piacevole.
Un'altra cosa importante è attorniarsi di buoni libri. Senza il materiale non si fa niente. Molte volte quando andiamo in biblioteca cerco dei bei libri nel settore ragazzi per Beniamino, qualcosa di interessante, sugli argomenti che piacciono a lui. Qui ad esempio ho preso un libro di geografia sull'Europa, visto che ci preparavamo per una vacanza in Spagna.
I miei figli amano anche guardare i libri per i fatti loro, si esercitano e li ripassano, alcuni vengono ripetuti a memoria, altri inventati o rivisitati. Ma molte altre cose sono interessanti, come una mappa dello zoo oppure i cartelli stradali (tanto amati da mio figlio).
Come è bello poter giocare con le lettere e i numeri! Se le cose sono fatte con piacere restano più impresse.
La prima cosa che il caro Beniamino leggeva era il cartone del latte di riso in tavola. È nel quotidiano che incontriamo la lettura, non solo nella letteratura!
Questi progressi sono stati naturali, voluti da Beniamino soltanto, non affatto forzati, ma semmai sostenuti nei momenti di necessità.
All'inizio è stato utile saper riconoscere le singole lettere e su questo abbiamo lavorato tutti insieme, leggendo dei libretti con l'alfabeto e facendo alcuni giochi sulle singole lettere. Ma non c'era nessuna intenzione nascosta o forzatura, ci è solo successo di fare quelle cose e Beniamino le ha apprezzate. Poi ci siamo accorti che leggeva delle parole qui e là. Dopo poco ha iniziato a leggere delle frasi ed ora legge dei piccoli libretti, soprattutto se in stampatello maiuscolo e con testi brevi. Se vede una pagina piena di parole si scoraggia e non ci prova nemmeno, ma non lo biasimo affatto! Io ancora oggi se vedo un testo molto lungo non vengo certo presa dalla voglia di leggerlo tutto!
L'aiuto che gli diamo è che ogni tanto lo correggiamo se fa errori, anzi, gli chiediamo di stare più attento e lo incoraggiamo a correggersi da solo. Mi ricordo che un giorno gli ho spiegato qualcosa sulla punteggiatura e la lettura con espressività. Un'altra volta abbiamo fatto dei giochi con le parole e con le doppie, visto che ancora non ci fa molto caso, volevo aiutarlo a notare la cosa.
Tutto questo per ora in italiano, per quanto riguarda l'inglese Beniamino non se la sente ancora molto, ma qualcosa riesce a leggere.
Siamo davvero stupiti e meravigliati della sua abilità, nata proprio dal suo interesse personale, dal suo amore per la lettura. Da qualche tempo abbiamo anche iniziato a leggere insieme delle storie un po' più impegnative, a capitoli, con poche immagini, e ne traiamo tutti molto gusto! Abbiamo letto Winnie the Pooh (in inglese), Robin Hood, Pinocchio (in italiano) ed ora stiamo leggendo Le avventure di Jim Bottone. Niente male!
Alla prossima!
mercoledì 13 luglio 2016
Costruire castelli di sabbia
Ciao a tutti,
visto che è ancora estate, prima che l'argomento diventi fuori moda, vi scriverò oggi della nostra passione per i castelli di sabbia. Non è una cosa che coltiviamo sempre durante l'anno, succede solo che ogni volta che andiamo al mare ci ritroviamo ingegneri e architetti, nonché manovali e artisti. E ci divertiamo un sacco!
Ora vi faccio vedere delle foto ricordo di alcuni castelli costruiti negli ultimi anni.
2012: castello a base rotonda decorato con sassi
2012: accanto ai resti del primo è nato un piccolo distaccamento della valle del Nilo
2014: castello in stile classico, a pianta quadrangolare
2014: castello articolato, che ha visto una bella collaborazione con un bambino conosciuto in spiaggia
2016: semplice castello bellavista che guarda in faccia al mare
2016: il capolavoro più complesso mai realizzato prima
2016: castello in miniatura realizzato interamente a mano.
Alcune volte, con molto rammarico, non abbiamo trovato la sabbia adatta a far castelli, altre volte abbiamo fatto le vacanze lontano dal mare.
Comunque, oltre al divertimento credo ci sia qualcosa di istruttivo in questa attività che ci piace molto. Parliamo di tempi antichi, cercando di immedesimarci nei costruttori di allora. Parliamo di diversi stili e modi di realizzare le costruzioni. Parliamo di arte, del modo di decorare e di rendere vive le idee che ci frullano nella testa.
E poi è una cosa zen, una attività che ci aiuta a ricordare che le cose non sono eterne, che non dobbiamo essere attaccati ad esse, perché con molta facilità esse svaniscono, mentre la nostra felicità e la nostra direzione devono continuare a sussistere, accompagnarci e guidarci. E nonostante sappiamo che il castello si disintegrerà, ci impegniamo al massimo per farlo bellissimo. Qualche volta, se possibile, torniamo allo stesso posto il giorno dopo per esaminare cosa ha distrutto il manufatto, se l'acqua, il vento, un animale o qualcuno. O per constatare con grande soddisfazione che la struttura ha retto in una certa misura.
A voi piace andare al mare? Che cosa fate in spiaggia?
Saluti a tutti, alla prossima!
visto che è ancora estate, prima che l'argomento diventi fuori moda, vi scriverò oggi della nostra passione per i castelli di sabbia. Non è una cosa che coltiviamo sempre durante l'anno, succede solo che ogni volta che andiamo al mare ci ritroviamo ingegneri e architetti, nonché manovali e artisti. E ci divertiamo un sacco!
Ora vi faccio vedere delle foto ricordo di alcuni castelli costruiti negli ultimi anni.
2012: castello a base rotonda decorato con sassi
2012: accanto ai resti del primo è nato un piccolo distaccamento della valle del Nilo
2014: castello in stile classico, a pianta quadrangolare
2014: castello articolato, che ha visto una bella collaborazione con un bambino conosciuto in spiaggia
2016: semplice castello bellavista che guarda in faccia al mare
2016: il capolavoro più complesso mai realizzato prima
2016: castello in miniatura realizzato interamente a mano.
Alcune volte, con molto rammarico, non abbiamo trovato la sabbia adatta a far castelli, altre volte abbiamo fatto le vacanze lontano dal mare.
Comunque, oltre al divertimento credo ci sia qualcosa di istruttivo in questa attività che ci piace molto. Parliamo di tempi antichi, cercando di immedesimarci nei costruttori di allora. Parliamo di diversi stili e modi di realizzare le costruzioni. Parliamo di arte, del modo di decorare e di rendere vive le idee che ci frullano nella testa.
E poi è una cosa zen, una attività che ci aiuta a ricordare che le cose non sono eterne, che non dobbiamo essere attaccati ad esse, perché con molta facilità esse svaniscono, mentre la nostra felicità e la nostra direzione devono continuare a sussistere, accompagnarci e guidarci. E nonostante sappiamo che il castello si disintegrerà, ci impegniamo al massimo per farlo bellissimo. Qualche volta, se possibile, torniamo allo stesso posto il giorno dopo per esaminare cosa ha distrutto il manufatto, se l'acqua, il vento, un animale o qualcuno. O per constatare con grande soddisfazione che la struttura ha retto in una certa misura.
A voi piace andare al mare? Che cosa fate in spiaggia?
Saluti a tutti, alla prossima!
Argomenti:
arte,
gite speciali,
socialità,
storia
mercoledì 6 luglio 2016
L'orto sul balcone
Buongiorno a tutti, bentornati.
Come state? Noi benone, di ritorno dalle vacanze, pieni di energia e rilassati.
Vi faccio un piccolo aggiornamento sul nostro orto da balcone.
La lavanda sta crescendo e quindi l'ho legata, così non dia fastidio a chi vuole camminare sul balcone. Le carote sono arrivate alla fase matura, così, con molto entusiasmo e meraviglia, abbiamo iniziato a raccoglierle. Fino a che non si estrae dalla terra non si può sapere che forma ha la carota, se è dritta, storta, sdoppiata, piccola o grossa. Questa raccolta è assai divertente!
E, visto che mi fa venire un po' di tristezza vedere che i vasi si stanno svuotando, ho già pianificato la prossima semina: cime di rapa.
Dall'altro lato del balcone crescono i lamponi e anche qui abbiamo da raccogliere in questi giorni... mmm... che buoni! Fortunatamente le piante stanno ancora crescendo e quindi credo proprio che ne avremo ancora da raccogliere lungo l'estate.
E il vostro orto come va?
L'estate vi rallegra?
Alla prossima!
Come state? Noi benone, di ritorno dalle vacanze, pieni di energia e rilassati.
Vi faccio un piccolo aggiornamento sul nostro orto da balcone.
La lavanda sta crescendo e quindi l'ho legata, così non dia fastidio a chi vuole camminare sul balcone. Le carote sono arrivate alla fase matura, così, con molto entusiasmo e meraviglia, abbiamo iniziato a raccoglierle. Fino a che non si estrae dalla terra non si può sapere che forma ha la carota, se è dritta, storta, sdoppiata, piccola o grossa. Questa raccolta è assai divertente!
E, visto che mi fa venire un po' di tristezza vedere che i vasi si stanno svuotando, ho già pianificato la prossima semina: cime di rapa.
Dall'altro lato del balcone crescono i lamponi e anche qui abbiamo da raccogliere in questi giorni... mmm... che buoni! Fortunatamente le piante stanno ancora crescendo e quindi credo proprio che ne avremo ancora da raccogliere lungo l'estate.
E il vostro orto come va?
L'estate vi rallegra?
Alla prossima!
Argomenti:
conoscenze base,
cucina,
mestieri,
orto,
scienze
mercoledì 29 giugno 2016
I ravioli
Salve a tutti,
oggi vi racconto di un'altra cosa del passato, una bellissima giornata trascorsa con alcune famiglie del nostro Gruppo di Acquisto Solidale (GAS).
Avevamo deciso insieme di trovarci per fare dei ravioli, diversi ravioli, per tutti noi, da conservare per l'inverno, e così è stato. Dopo aver preparato nei giorni precedenti i vari impasti (della pasta e dei due tipi di ripieni), ci siamo trovati a casa di una coppia molto ospitale del nostro GAS in una giornata molto piovosa e uggiosa del novembre 2014. Siamo stati insieme quasi tutto il giorno, mi pare fino alle 5 del pomeriggio ed abbiamo lavorato tutti insieme.
I ravioli fatti venivano messi da una parte, dove non davano fastidio.
I bambini piccoli, come allora Teodoro, stavano sulle spalle della mamma.
Ognuno aveva portato qualcosa da mangiare per il pranzo.
I bambini hanno giocato tantissimo, alcuni non si sono forse accorti molto di quello che stavamo facendo sul tavolo...
Ed infine abbiamo radunato il nostro prodotto per fotografarlo e suddividercelo.
Che soddisfazione fare tutto quel cibo da noi e che bello stare in compagnia di amici. Ancora oggi ogni tanto, se a casa mangiamo dei ravioli, i miei figli mi chiedono se sono quelli che avevamo fatto insieme al GAS!! Vuol dire che si ricordano bene della giornata speciale!
Per ora non si sa se ripeteremo l'evento, ma io credo che il nostro GAS continuerà a stupirci con iniziative speciali da cui imparare nuove arti ed in cui divertirci insieme.
Alla prossima!
oggi vi racconto di un'altra cosa del passato, una bellissima giornata trascorsa con alcune famiglie del nostro Gruppo di Acquisto Solidale (GAS).
Avevamo deciso insieme di trovarci per fare dei ravioli, diversi ravioli, per tutti noi, da conservare per l'inverno, e così è stato. Dopo aver preparato nei giorni precedenti i vari impasti (della pasta e dei due tipi di ripieni), ci siamo trovati a casa di una coppia molto ospitale del nostro GAS in una giornata molto piovosa e uggiosa del novembre 2014. Siamo stati insieme quasi tutto il giorno, mi pare fino alle 5 del pomeriggio ed abbiamo lavorato tutti insieme.
I ravioli fatti venivano messi da una parte, dove non davano fastidio.
I bambini piccoli, come allora Teodoro, stavano sulle spalle della mamma.
Ognuno aveva portato qualcosa da mangiare per il pranzo.
I bambini hanno giocato tantissimo, alcuni non si sono forse accorti molto di quello che stavamo facendo sul tavolo...
Ed infine abbiamo radunato il nostro prodotto per fotografarlo e suddividercelo.
Che soddisfazione fare tutto quel cibo da noi e che bello stare in compagnia di amici. Ancora oggi ogni tanto, se a casa mangiamo dei ravioli, i miei figli mi chiedono se sono quelli che avevamo fatto insieme al GAS!! Vuol dire che si ricordano bene della giornata speciale!
Per ora non si sa se ripeteremo l'evento, ma io credo che il nostro GAS continuerà a stupirci con iniziative speciali da cui imparare nuove arti ed in cui divertirci insieme.
Alla prossima!
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